Progetto:
Simona Sagone
Voce: Simona Sagone
Pianoforte: Fabrizio Milani
Per comprendere gli avvenimenti Brecht,
nei suoi diari di lavoro, sente come una necessità
il togliere alla realtà ciò che essa ha di ovvio.
Brecht escogita così un linguaggio non quotidiano,
poetico musicale, attraverso il quale diventa più facile
leggere il destino verso cui la Germania si stava avviando
dopo la Grande Guerra.
Canzoni fuori moda, forse, quelle composte da Brecht in collaborazione
con Weill, Hindemith e Eisler, radicate come sono nella realtà
della Germania post-bellica che sente avvicinarsi i rulli
di tamburo di una nuova guerra.
Non sentiamo forse anche noi oggi raccontare di rulli di tamburi,
di donne che piangono dalla disperazione, di donne che vedono
i loro uomini tornare avvolti in una bandiera; non sentiamo
il bisogno di riscatto della povera gente, l’urlo per
l’amore infranto e il desiderio di inventarci una città
ideale, dove tutto sia diverso, ma che non esiste ancora,
proprio come Youkali?
E’ attraverso la poesia che “la bellezza prende
dimora fra i relitti, gli stracci diventano una squisitezza”
( Bertold Brecht, Diario di lavoro, 1938-1942).
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