Associazione Culturale Youkali
"Spettacoli"

Le regole del migrare
Progetto e Regia: Simona Sagone
Direzione Musicale: Maestro Michele Napolitano
Voce recitante: Simona Sagone
Esecuzione muiscale: Coro Multietnico Mikrokosmos

La collaborazione delle Associazioni Youkali e Mikrokosmos cominciata nel 2010 con lo spettacolo Ninna nanne e filastrocche dal mondo, prosegue nel 2011 con la realizzazione di un nuovo progetto sul tema delle regole sottintese e variamente connesse all'abitare il territorio.
Migrare da un posto a un altro vuol dire allontanarsi da un sistema di regole condivise per inserirsi in un nuovo contesto accettando, aderendo e talvolta subendo nuove regole e nuove usanze.
Il migrante nel suo percorso impara le regole non scritte del migrare. Le regole dell'abitare un territorio non sono sempre esplicite: una legge o un regolamento li si può apprendere leggendo un documento, chiedendo informazioni in un ufficio pubblico, ma imparare a convivere e a conoscersi rispettando le specificità di ogni individuo, richiede tempo e fatica e soprattutto, richiede la collaborazione di tutti gli attori sociali coinvolti, migranti e autoctoni.
Il Coro Multietnico Mikrokosmos proporrà un percorso attraverso canti tradizionali di diversi Paesi del mondo e la musica farà da collante tra le testimonianze di migranti, narrate dall'attrice Simona Sagone dell'Associazione Youkali, che illustreranno le tappe del percorso affrontato dai migranti di diverse generazioni per coronare le speranze di miglioramento delle loro esistenze in una nuova patria, pur conservando in fondo al cuore i ricordi più belli del Paese d'origine, insieme al desiderio di potervi ritornare un giorno, con nuove prospettive.
Scheda tecnica:

spazio minimo 6X 4

piazzato fisso di luci

service audio con un radio microfono (tipo ambra) e almeno tre microfoni panoramici per il coro, mixer, casse.

La Costituzione: valori A VOCE ALTA.Spettacolo dedicato alla Costituzione Italiana

Voce: Simona Sagone,
Chitarra: Mauro Malaguti
Fisarmonica: Luigi Flocco
Progetto e drammaturgia di Simona Sagone


Lo spettacolo non proporrà al pubblico una semplice lettura degli articoli della costituzione, ma i valori che essa esprime verranno fatti vivere attraverso la drammatizzazione di testi, poesie, racconti, citazioni, canzoni di ieri e di oggi.
Gli artisti proveranno ad esemplificare ad esempio l'articolo 13 della costituzione inerente la libertà personale attraverso la drammatizzazione di tre lettere scritte da condannati a morte durante la lotta di resistenza al regime nazi fascista; porteranno in scena il valore espresso dall'articolo 10 con la lettura di un brano tratto da I fantasmi di Porto Palo di Giovanni Maria Bellu e attraverso un editoriale del Resto del Carlino del 1906; esemplificheranno l'articolo 21 riguardante la libertà di espressione con le parole di Enzo Biagi; racconteranno ai presenti l'articolo 34 sull'istruzione citando Don Milani; rifletteranno sul diritto alla pari dignità per tutti gli uomini prendendo spunto dalle parole del Mahatma Ghandi; si rifletterà sui doveri genitoriali all'istruzione dei figli con le parole del poeta Gianni Rodari e proveranno a raccontare le lotte delle donne per la parità salariale attraverso la drammatizzazione di un intervista a Tina Anselmi concessa a Liberazione nel 2006.
I testi presentati dall'attrice Simona Sagone verranno suggeriti, nel corso dello spettacolo dai temi affrontati da canzoni popolari e di musica così detta leggera della nostra tradizione, che aiuteranno gli artisti a portare l'attenzione del pubblico su valori espressi da ciascun articolo della nostra costituzione. La musica si farà essa stessa portatrice di pensieri e valori incarnando i valori impressi a lettere d'oro dai padri costituenti nella carta costituzionale.
Lo spettacolo si aprirà con la canzone di Gualtiero Bertelli dedicata al lavoro Vedrai come è bello, a commento dell'articolo 11 verrà proposta la canzone con testo di Italo Calvino Dove vola l'avvoltoio; pensando all'inviolabilità della libertà personale gli artisti proporranno la canzone di Gaber la libertà; proveremo anche a sorridere con la canzone Attenti al gorilla a chiosa degli articoli 24, 25, 26 e 27 e considerando la libertà dell'arte di immaginare anche un mondo diverso come previsto dall'articolo 33 chiuderemo lo spettacolo con E mi viene da pensare del banco del Mutuo Soccorso a chiosare le parole di denuncia e di speranza del regista iraniano Jafar Panahi a cui oggi viene impedito di esprimersi nel suo Paese attraverso il linguaggio cinematografico.
Scheda tecnica:
piazzato fisso di luci per illuminare diffusamente il palco;
4 microfoni ad asta; un microfono ad archetto (tipo ambra), cavo jack per amplificazione della chitarra; mixer audio, due casse, spia e tecnico del suono a disposizione per la serata.




Las madres: poesie e racconti delle madri di Plaza de Mayo
Da un'idea di: Sonny Menegatti
Consulenza artistica: Carlos Branca
Voci recitanti: Simona Sagone, Patricio Lolli
Ballerini: Patricio Lolli, Carlotta Santandrea
Fisarmonica: Salvatore Panu
Montaggio audio/video: Sonny Menegatti



Lo spettacolo nasce dalla collaborazione del Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica con l'Associazione Culturale Youkali per il cartellone di Festa della Storia 2007 in occasione delle celebrazioni in onore dell'arrivo a Bologna della Presidente delle Madri di Plaza de Mayo: Hebe Maria Pastor de Bonafini, il 17 ottobre 2007 per il conferimento della Laurea ad Honorem alle Madri di Plaza de Mayo.

«Las Madres» è dedicato alla memoria degli oltre 30.000 desaparecidos argentini negli anni tra il 1976 e il 1983 e alla lotta per la verità sulla sorte dei loro figli, combattuta dalle Madri di Plaza de Mayo. Lo spettacolo è stato realizzato con il coordinamento artistico del regista argentino Carlos Branca e vede in scena gli attori Simona Sagone e Patricio Lolli, i ballerini Carlotta Santandrea, Patricio Lolli, con l'accompagnamento musicale di Salvatore Panu alla fisarmonica.
Gli attori offrono al pubblico poesie e racconti scritti dalle Madri di Plaza de Mayo durante un labratorio di scrittura. I testi, scaturiti dall'esigenza di dare parole ai sentimenti contrastanti che albergavano nei cuori di queste coraggiose donne, sono diventati un prezioso dono a tutte le donne e gli uomini del mondo: un messaggio di speranza e una testimonianza di come sia possibile e anzi necessario saper trasformare la rabbia e il dolore in vita e in lotta per la libertà e la verità.
Le poesie scritte dalle madri di Plaza de Mayo vengono contrappuntate da momenti musicali dedicati alla canzone popolare argentina sempre sul filo della memoria.


Perchè Le Madri?


Le Madri di Piazza di Maggio sono le ambasciatrici nel mondo della lotta e dei valori dei loro figli, assassinati e fatti scomparire perché volevano un mondo migliore.
Hanno trasformato lo strappo lacerante della perdita del loro bene più grande in lotta: con il loro coraggio, la loro perseveranza e la loro tenacia hanno fatto sì che i crimini terribili di cui si è macchiata la dittatura militare che ha usurpato il potere in Argentina in quegli anni venissero conosciuti in tutto il mondo ed alcuni dei colpevoli finalmente processati e puniti.
Il loro grande desiderio di giustizia ha fatto in modo che gli orrori subiti non venissero nascosti e tanto meno dimenticati. Perché solo dalla conoscenza reale e successiva denuncia dei fatti può nascere la speranza che crimini tanto orribili non si ripetano mai più.
Carlos Branca Regista Argentino

Scheda tecnica:
Palco almeno 6x 4
Qualora lo spettacolo si svolga all'aperto è necessario avere mixer, amplificatori, spia, 1 microfono ad archetto, 3 microfoni gelato su asta.
Al chiuso non è necessaria amplificazione se il luogo non è particolarmente grande o dispersivo del suono.
2 sedie
Videoproiettore e una parete bianca su cui proiettare oppure uno schermo
E sufficiente illuminare diffusamente il palco

 

 

 
 
 
 
Brecht dell'Amore e della Guerra

Progetto: Simona Sagone
Voce: Simona Sagone
Pianoforte: Fabrizio Milani

Per comprendere gli avvenimenti Brecht, nei suoi diari di lavoro, sente come una necessità il togliere alla realtà ciò che essa ha di ovvio. Brecht escogita così un linguaggio non quotidiano, poetico musicale, attraverso il quale diventa più facile leggere il destino verso cui la Germania si stava avviando dopo la Grande Guerra.
Canzoni fuori moda, forse, quelle composte da Brecht in collaborazione con Weill, Hindemith e Eisler, radicate come sono nella realtà della Germania post-bellica che sente avvicinarsi i rulli di tamburo di una nuova guerra.
Non sentiamo forse anche noi oggi raccontare di rulli di tamburi, di donne che piangono dalla disperazione, di donne che vedono i loro uomini tornare avvolti in una bandiera; non sentiamo il bisogno di riscatto della povera gente, l’urlo per l’amore infranto e il desiderio di inventarci una città ideale, dove tutto sia diverso, ma che non esiste ancora, proprio come Youkali?
E’ attraverso la poesia che “la bellezza prende dimora fra i relitti, gli stracci diventano una squisitezza” ( Bertold Brecht, Diario di lavoro, 1938-1942).

Scheda tecnica

Palco: min. 6x4
Pianoforte
Amplificazione: 1 microfono ad asta; 1 radio microfono ad archetto; 2 spie; mixer (almeno 3 canali); casse.
Luci: E’ sufficiente che si possa oscurare la sala e illuminare diffusamente il palco.
Attrezzeria: 2 sgabelli; 1 leggio. Lo spettacolo è composto da canzoni alle quali si intervallano brevi interventi parlati con citazioni di B. Brecht

Un Omaggio a Edith Piaf
A cura del gruppo Giococanto

 

Progetto di Cristina Coltelli
Voci Cristina Colteli
Pianoforte Fabrizio Milani
Fisarmonica Sergio Chiti

“Una canzone è una storia, e il pubblico deve essere in grado di crederci. Deve essere un grido del cuore, la mia vita.
Le parole devono essere semplici, il mio pubblico non dovrebbe neanche pensare, ma dal loro ventre devono rispondere alla mia voce. Deve esserci anche poesia, quel tipo di poesia che li faccia sognare”. (E. Piaf)

Edith Piaf non è mai passata di moda: artista che ha accompagnato le profonde mutazioni della società e della storia della canzone, senza mai perdere il dialogo diretto con il suo pubblico, resta una delle più grandi voci del secolo.
Le sue canzoni, e ancor più la disperata umanità che emerge dalle sue interpretazioni, rimangono segni indelebili nella memoria di chiunque l’abbia sentita cantare.
Edith esisteva per cantare, e cantava per esistere.

Scheda tecnica

Palco: min. 6x4
Pianoforte
Amplificazione: 1 microfono ad asta; 2 radio microfoni; 1impianto con cd; 2 spie; mixer(almeno 3 canali); casse.*
Luci: E’ sufficiente che si possa oscurare la sala e illuminare diffusamente il palco.
Attrezzeria: 2 sgabelli; 1 leggio.

KURT WEILL DALLA GERMANIA AD HOLLYWOOD
canzoni dall'esilio
a cura del gruppo GIOCOCANTO
voce SIMONA SAGONE
pianoforte FABRIZIO MILANI
La musica di Kurt Weill ( Dessau 1900- New York 1950 ) suscitava scandalo nella Germania degli anni '20 e fu bandita pochi anni dopo dai nazisti con tutta l'opera di Brecht-Weill ( L'opera da tre soldi 1928; Happy end 1929; Il volo di Lindberg 1929; Mahagonnny 1930) . Weill lasciò la Germania il 21 marzo 1933, la sua prima meta fu Parigi dove riscosse successo con Mahagonny Songspiel e Colui cke dice di sì.
A Londra nel '33 scrisse le musiche per I Sette peccati Capitali su soggetto di Brecht e tra agosto e settembre del '34 scrisse Marie Galante su libretto di Jaques Deval, di cui J'attends un navire rimase popolare in Francia perchè associata all' attesa dello sbarco degli alleati da parte dei resistenti. Nel '35 dopo la messinscena di A kingdom for a Cow a Londra, Weill partì per gli Stati Uniti dove compose musiche per film e commedie musicali come Jonny Johnson (1936),Knikerbocker Holiday(1938).
Il successo arrivò nel 1941 con una commedia per Broadway Lady in the Dark in cui rappresentò i sogni di una donna di successo newyorchese raccontati sul lettino dell'analista. Ed ecco il sogno di una vita dorata di One life to live e il sogno del circo nella Saga of Jenny e il ricordo del sogno d'infanzia in My Ship grazie a cui l'eroina comprende che il patner tanto atteso, è in realtà qualcuno che già conosce. Tra le ultime opere One touch of Venus 1943 (di cui nel 1948 venne girata una versione cinematograafica con Ava Gardner), The firebrand of Florence 1945, Love Life 1948 e Lost in the Stars 1949.
GIOCOCANTO è un gruppo di teatro musicale nato in seno all’Associazione Culturale Youkali. Dopo il recital Bertolt Brecht dell'Amore e della Guerra, a cinquant'anni dalla morte di Kurt Weill, Giococanto ripropone le canzoni del periodo americano dell'autore tedesco, più patinate e sofisticate rispetto ai duri songs di denuncia sociale scritti in Europa con Brecht. I postulati della Nuova Oggettività, l'idea della funzione straniante della musica nel teatro e la necessità dell'impegno dell'artista verso i temi di attualità, trovarono con Weill un loro posto anche nel "supermercato di Hollywood" come lo usava chiamare Brecht, un luogo in cui l'imperativo era vendere un prodotto e l'arte e l'estetica venivano irrise.
Weill continuò a sperimentare mescolanze tra il Jazz e il caffè concerto e i ritmi ballabili usando il linguaggio poetico nella sua forma più alta, sopravanzando così, con la delicatezza e la potenza evocativa delle melodie e dei versi, le banali e stereotipate situazioni dei musical hollywoodiani riuscendo ad essere sempre provocatorio e diverso.

Scheda tecnica


Palco: min. 6x4
Pianoforte
Amplificazione nel caso in cui lo spettacolo sia all’aperto: 1 radio microfonon ad archetto; 1 microfono per il pianoforte; 2 spie; Mixer (almeno 3 canali); casse.
Luci: E' sufficiente che si possa oscurare la sala e illuminare diffusamente il palco.
Attrezzeria: 1 sgabello, 1 leggio

Hemingway “Parigi è una festa mobile”
parole e musiche da un tempo perduto
a cura del gruppo GIOCOCANTO
a cura di Simona Sagone
elaborazione e arrangiamenti delle musiche di Fabrizio Milani
interpreti Simona Sagone
Cristina Coltelli
Pianoforte Fabrizio Milani
Festa Mobile

Hemingway nei primi anni Venti è un giornalista americano che ha lasciato il suo lavoro per andare a vivere a Parigi con la moglie, il bimbo Bumby e il gatto Puss. A Parigi comincia a scrivere racconti che “nessuno vuole comprare”, alla continua ricerca di un angolo dove poter scrivere indisturbato, magari al tavolino di un caffè, su di un taccuino sempre pronto insieme a due matite, il temperino e una zampa di coniglio in tasca come portafortuna.
A quel tempo si poteva vivere a Parigi con poco, saltando qualche pasto e comprando quadri anziché vestiti. Sempre combattendo contro la misera tenendo a bada la fame passeggiando nel giardino del Lwxwmburg, tra una fine a l’eau alla Closerie des Lillas, le corse dei cavalli e le ore passate sul lungo Senna a guardare i pescatori, Hemingway scrive il suo primo romanzo “fiesta” .
Ed è nei salotti e nei caffè parigini negli anni tra il 1921 e il 1926, che il giovane scrittore americano conosce Getrude Stein, Joyce, Erza Pound, Ernest Walsh, Scott Fitgerard.
Molti anni dopo, a Cuba, ripensando ai “bei tempi andati quando eravamo molto poveri e molto felici”, Hemingway scriverà che “Parigi è una festa mobile” nella consapevolezza che solo allontanandosi da un luogo che si conosce a fondo, si può raccontarlo con sincerità o forse piuttosto si può trasformarlo in un luogo immaginario del quale narrare storie fantastiche.

Scheda tecnica


Palco: min. 6x4
Pianoforte
Amplificazione: 2 radio microfoni ad archetto; un cd audio; 2 spie; mixer(almeno 3 uscite); casse.
Luci: E’ necessario che si possa oscurare la sala e il palco per la visione delle diapositive. 2 riflettori a pozzo.
Attrezzatura:un videoproiettore, spinotti di collegamento videoproiettore PC, uno schermo per le proiezioni, un tavolino, 2 sgabelli, 2 leggii.
Varie: attacco elettrico per il proiettore.

"Sogni e speranze dell’Italia che partiva"
a cura del Gruppo GiocoCanto

Racconti, lettere, testimonianze e canzoni dall'Italia povera e affamata che vedeva partire le sue donne e i suoi figli con una valigia di ricordi e una speranza nel cuore.


Progetto e ricerche di Simona Sagone
Consulenza musicale Guido Foddis
Voce Simona Sagone
Chitarra Guido Foddis
Fisarmonica Daniele Contardo

L'attrice Simona Sagone e i musicisti Guido Foddis e Daniele Contardo accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso documenti e canzoni dell'Italia tra il primo '900 e gli anni '70 quando l'Italia non era una meta dell'emigrazione, ma una terra da cui si partiva con l'amaro in bocca e la paura di non poter mai più rivedere i propri cari, verso terre lontane che offrivano la speranza di una vita diversa e lontana dagli stenti patiti in Patria.

Scheda tecnica:


spazio minimo 6X 4
piazzato fisso di luci
*service audio con 2 microfoni ad asta ed un radio microfono ad archetto adatto al canto, mixer, casse di amplificazione.
tre sedie
disponibilità di un videoproiettore collegato ad un PC portatile e di uno schermo

 
 
 
Spettacoli e animazioni per bambini e ragazzi