• Follow

Ragazzi dagli 11 anni

Rassegna “A teatro con la Storia: musica e narrazione”:

Per scuole Secondarie di I e II grado

La rassegna che presentiamo non è una classica rassegna teatrale di prosa, ma un progetto che va a valorizzare la narrazione di storie attraverso l’oralità e il canto, come uno degli aspetti più affascinanti della storia del linguaggio umano, ancor prima di diventare forma spettacolare.
La rassegna, tra storytelling (narrazione) e canto popolare, mira a recuperare il gusto del narrare e dell’ascoltare storie, attraverso la proposta di spettacoli in cui la Storia, quella con la “S” maiuscola, si intreccia con i racconti di vita, memorie personali e narrazioni collettive in forma musicale per fare rivivere sensazioni, ora allegre ora amare, che fanno parte della nostra vita, divertendoci e, insieme, commuovendoci.

La visione degli spettacoli potrà essere posta dai docenti al centro di un progetto didattico sulle tematiche affrontate dagli stessi quali: la storia dell’emigrazione italiana tra gli anni ‘80 dell’ 800 e gli anni ’70 del 900; le azioni quotidiane compiute in città e nelle campagne dalle partigiane di Bologna durante la resistenza; la storia sociale italiana ai primi del ‘900 tra scioperi nelle fabbriche e lotte contadine; la storia d’Italia attraverso il canto popolare dal 1861 ad oggi; la lotta delle Abuelas argentine per la ricerca dei nipoti adottati illegalmente durante la dittatura dai militari; il coinvolgimento femminile nelle organizzazioni mafiose in Italia.

Al termine di ogni spettacolo potrà essere organizzato un breve dibattito con gli studenti, a teatro, prima del rientro in classe e l’Associazione Youkali potrà anche collaborare con i docenti, su richiesta, nella ricerca di storici che possano realizzare degli incontri di approfondimento in classe sulle tematiche affrontate della performance scelta.

A teatro con la storia ha un carattere sperimentale e si inserisce nell’ambito di un progetto didattico dell’Associazione Youkali che mira a veicolare l’apprendimento della storia attraverso il teatro, sia per mezzo di laboratori che vedano i ragazzi come protagonisti della creazione di performance su tematiche storiche, sia per mezzo di performance agite da professionisti. In entrambe i casi l’obiettivo è quello di pervenire ad un apprendimento attivo ed emotivamente partecipato della storia che consenta di ritenere le informazioni raccolte proprio perché connesse, attraverso l’attività teatrale, a riflessioni legate al fare teatrale, e ad emozioni personalmente vissute.

I singoli spettacoli potranno essere realizzati in spazi della Scuola, del Comune o in un teatro affittato dall’Associazione Youkali su richiesta.

 

Le nostre proposte:

Sogni e speranze dell’Italia che partiva- dai 13 anni

Sogni e speranze dell'Italia che partiva

Sogni e speranze dell’Italia che partiva


Progetto, ricerche e regia di Simona Sagone.
Voce: Simona Sagone,
Mirco Mungari: Chitarra e percussioni.
Luigi Flocco: fisarmonica.

Lo spettacolo propone un viaggio attraverso documenti e canzoni che ritraggono l’Italia degli emigranti tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’70 del Novecento, quando la nostra non era una terra di immigrazione, ma un Paese che aveva dipinto la fame sulla faccia della classe lavoratrice costringendola a partire con l’amaro in bocca e il timore di non poter mai più rivedere i propri cari.
Canzoni come Mamma mia dammi cento lire, Il tragico naufragio del vapore Sirio, Italia bella mostrati gentile, Merica Merica Merica, raccontano le ragioni per cui gli emigranti decidevano di lasciare la loro terra e partire. Narrano storie di uomini e donne che salivano sui piroscafi verso le Americhe carichi di paure, nostalgia e sogni. Immaginavano una vita diversa, lontana dagli stenti patiti in Patria, alberi carichi di monete e terre che, senza troppa fatica, dessero ortaggi così grandi da far dimenticare la fame dei giorni passati.
L’emigrazione non si arrestò nemmeno con la nascita della Repubblica. Quando il lavoro scarseggiava, uomini e donne decidevano di fare le valigie e salire su un treno diretto nel nord Europa con un contratto di lavoro in tasca e il desiderio di ricomporre un giorno la famiglia nelle fredde terre che li attendevano oltralpe.
Gli stessi sogni, le stesse speranze le leggiamo ogni giorno negli occhi di chi, oggi, non chiamiamo per nome, ma solo clandestino.
L’Associazione Culturale Youkali nasce nel 2000 attorno a un progetto di valorizzazione del teatro musicale del ‘900 e di promozione di giovani artisti. Da allora ha sviluppato percorsi in cui il teatro e la musica si intersecano coniugando ricerca artistica e temi sociali con un’attenzione al mondo femminile e all’infanzia.

Per il pane, la pace e la libertà – dai 10 anni

Sagone e Graci Per il pane la pace e la libertà

Sagone e Graci Per il pane la pace e la libertà


Drammaturgia e regia: Simona Sagone
con Simona Sagone e Sara Graci
accompagnamento musicale: Mirco Mungari

“Per il pane, la pace e la libertà” è dedicato alle straordinarie azioni quotidianamente svolte durante la guerra di liberazione dai nazifascisti, dalle partigiane di Bologna.
La pièce teatrale, scritta e diretta da Simona Sagone, è indirizzata a un pubblico vasto, dai giovanissimi agli adulti e vede in scena, oltre all’autrice stessa, anche l’attrice Sara Graci e il musicista Mirco Mungari.

Afferma l’autrice “Quello che fecero le donne in guerra, non solo a Bologna, ma in tutt’Italia, non fu solo un dovere compiuto, né fu cosa di poco conto. Portare armi e volantini clandestini nella sporta della spesa era diventata per loro un’azione reiterata quotidianamente, ma non per questo meno audace e incredibile agli occhi di donne e uomini che vivono oggi in un periodo di pace”.
Il testo racconta la storia di nonna Lia, rivissuta dalla nipote attraverso il diario della nonna ricevuto in eredità. Attraverso l’immaginaria figura di Lia, divenuta la partigiana Marcella nei terribili anni della guerra e poi tornata ad essere un’onesta operaia fino alla pensione, in scena vengono ricordate tutte le partigiane che allora hanno consapevolmente partecipato a tante azioni pericolose, ma non hanno voluto chiedere, a guerra finita, il riconoscimento come partigiane. In Provincia di Bologna solo 1850 donne chiesero il riconoscimento, sicuramente furono molte di più quelle che parteciparono coraggiosamente alla resistenza, anche se è difficile stimarne il numero.
Non si è combattuta la guerra solo con le armi in pugno, ma anche preparando a maglia un indumento caldo per i compagni partigiani, offrendo gli ultimi spiccioli per aiutare altre donne rimaste senza sostegni economici, curando malati e feriti negli scontri, rischiando la vita per ottenere razioni supplementari di grassi, sale e zucchero per sfamare figli e genitori anziani.
Come raccontano le testimonianze e i numerosi studi di genere realizzati negli ultimi decenni, in quei giorni ogni donna fu madre di tutti gli italiani ed ebbe il coraggio di lottare per accorciare anche di un solo giorno quella terribile carneficina.
Attraverso questo spettacolo, finanziato nel 2014 dal Quartiere Saragozza grazie al progetto di rete “Viviamo il parco”, realizzato anche con la collaborazione di ANPI Saragozza e del Coordinamento donne ANPI, Youkali ha voluto omaggiare tutte le donne che hanno saputo alzare la testa durante l’occupazione tedesca e hanno trovato il modo di protestare davanti alle autorità fasciste organizzando e partecipando alle grandi manifestazioni del ’44 e del ’45 ingaggiando una lotta, sia in città che nelle campagne, per il pane, la pace e la libertà!

“Se ci si può cantar chiedo licenza” – dagli 11 anni

Se ci si può cantar

Se ci si può cantar


 Una giornata di canti nell’Italia che fu…

con Simona Sagone voce;
Mirco Mungari: chitarra, bouzouki, oud, fiati e percussioni;
Giampiero Lupo: chitarra, organetto, tamburello, loops e voce.
Drammaturgia: Simona Sagone

Concerto – spettacolo dedicato ai canti popolari italiani di varie regioni, eseguiti dal vivo con strumenti etnici, ma con arrangiamenti contemporanei, rivisitati. Un progetto tra riscoperta della nostra tradizione musicale e la contemporaneità musicale.
Lo spettacolo racconta la storia degli Italiani di fine ‘800 e primi del ‘900.
Abbiamo immaginato di proporre al pubblico la rappresentazione di una giornata di donne e uomini dall’alba a notte fonda.
C’è il momento del lavoro nei campi, nelle officine; il momento della lotta per la riduzione dell’orario di lavoro, per un equo salario; c’è il magro pasto del lavoratore che si accompagna al sogno di montagne di cibi succulenti e di una vita più lieta.
C’è il tempo degli addii, delle partenze di chi sceglie di tentare la fortuna oltremare, alla ricerca di una vita migliore.
Al calar del sole, contadini e operai si riposano: c’è spazio per l’amore e la tenerezza, per le serenate e le visite furtive alla propria promessa sposa. C’è anche il tempo della festa e dei balli nelle aie, c’è la gioia dei canti del maggio, e la spensieratezza degli stornelli ubriachi cantati a voce piena. C’è il tempo del riposo quando annotta, per recuperare le forze per nuove giornate di lavoro, di lotta, di sogni e speranze.
Il progetto nasce da una ricerca etnomusicologica, dal desiderio di riscoprire i canti della nostra tradizione popolare per riportarli alla gente, come sognava il grande studioso Leydi, perché si cantino ancora e si tramandino di generazione in generazione come parte della nostra memoria storico- sonora.

“FEMMINE D’ONORE” – dai 14 anni

 Spettacolo di prosa di Associazione Culturale Youkali e Teatro dei Dispersi

di Gianfranco Rimondi
Con: Luisa Vitali, Simona Sagone
Musiche Originali: Salvo Nicotra
Regia: Gianfranco Rimondi

“FEMMINE D’ONORE” – ovvero storie di donne legate a quella “piovra” espansa che generalmente viene chiamata “criminalità organizzata”. Donne di Camorra, donne della ‘Ndrangheta, donne di Mafia; qualcuno le ha chiamate gentilmente ‘l’Altra metà della Cupola’, come se le donne fossero l’altra metà di una Luna, infetta e malata.
Per comprendere la rilevanza del ruolo della donna all’interno di “Cosa Nostra”, quanto meno come Madre, Figlia, Sorella, Moglie, basta pensare che, secondo quanto da tutti riconosciuto, essa è il perno della Famiglia di sangue, sul cui modello si struttura l’intera organizzazione della ‘famiglia mafiosa’. Non a caso, si è parlato di ‘centralità sommersa’ della donna di mafia. Essa infatti è custode ed elaboratrice dei codici culturali su cui si basa l’organizzazione, tra cui l’onore, la vendetta, l’omertà. Donna come garante della ‘reputazione’ dei propri uomini, strumento di una riaffermazione del potere delle cosche, per lo più a mezzo delle strategie matrimoniali, in ordine alle quali è stata sempre trattata quasi come ‘merce di scambio’.
Ma da alcuni anni, quelle stesse donne che proteggevano e custodivano una certa ‘criminalità’, si sono evolute: hanno giocato ruoli diversi, diventando protagoniste di una realtà abbastanza complessa, per non definirle ancora come ‘donne d’onore’ o ‘donne di mafia’. Molte hanno continuato, in modo abbastanza contraddittorio, a conservare le regole che le erano state imposte; ma tante altre hanno cercato disperatamente di affrancarsi dal predominio della ‘illegalità’, decisa dai loro mariti, fratelli, figli, cugini, ecc.
Ed è questo il tema principale che affronta il nostro spettacolo di monologhi al femminile, dove le protagoniste, dal nome ovviamente inventato, confessano le loro storie, tratte da alcune documentazioni e testimonianze, in una sequenza di ‘figure’ che testimoniano la complessità contemporanea e tragica della figura femminile, oggi combattuta tra legalità ed illegalità.
Il testo “FEMMINE D’ONORE”, scritto dal drammaturgo Gianfranco Rimondi, nasce infatti da una lunga ricerca storiografica: documenti e testimonianze reali, rivisti e riadattati per la scena, con lo scopo di dare parole e versioni, qualche volta contraddittorie, a quelle donne che hanno vissuto in pieno le vicende, familiari e non, di una condizione umana ancora tutta da definire.
Benedetta, Elisabetta, Carmela, Maria Annunciata, Rosalia, sono le protagoniste di piccole-grandi storie di vita vissuta all’interno del groviglio non solo malavitoso, ma anche proiezionate ad un desiderio di cambiamento, di rifiuto costante di un ruolo subalterno alla prepotenza ‘maschile’ dei capi delle varie organizzazioni (mafia, camorra, ‘ndrangheta).
Chiaramente le loro ‘storie’, le loro confessioni, nello spettacolo non corrispondono a situazioni, a nomi, a luoghi reali, ma sono stati ‘elaborati’ dal drammaturgo, per sintetizzare la condizione femminile controversa, la fatica e la speranza di un cambiamento culturale e necessariamente politico-sociale da parte di quelle donne, che per prime stanno combattendo contro lo sfruttamento e contro la criminalità organizzata, sia nel Sud che nel Nord Italia.


I laboratori: “Dal documento alla scena: memoria viva”

Oggetti di scena costruiti con i ragazzi

Oggetti di scena costruiti con i ragazzi

Qualora i docenti fossero interessati a costruire un progetto con l’Associazione Youkali per laboratori teatrali da svolgere all’interno della scuola incentrati sullo studio di precisi periodi storici si prega di prendere contatti direttamente con Youkali.
Il percorso prevede solitamente 30 ore di laboratorio in cui si distingue una fase propedeutica condotta dai docenti di classe in collaborazione con Youkali che comprende sia l’uscita dalla scuola per vedere il bene culturale o i documenti storici su cui si baserà il lavoro successivo, che la ricerca di documenti d’approfondimento del tema scelto come oggetto di studio; una fase di rielaborazione in forma di racconto del materiale raccolto; la trasformazione del racconto in un copione teatrale e quindi in uno spettacolo teatrale.
Ogni incontro laboratoriale, solitamente di 2 ore, prevede un momento iniziale di scioglimento muscolare e di riscaldamento vocale; momenti di elaborazione del copione della rappresentazione a partire dai documenti e momenti di lavoro collettivo e in piccoli gruppi sulle diverse scene dello spettacolo. Nella fase finale del laboratorio sono previsti incontri dedicati alla realizzazione di elementi scenici per la rappresentazione finale.


Nota: Per prenotare una replica  o avere informazioni sugli spettacoli o sui possibili percorsi laboratoriali per la costruzione di spettacoli con i ragazzi tel: 0518493013; 333 4774139; info@youkali.it.